Body shaming – cos’è e chi lo combatte.

La pratica del body shaming consiste nell’usare parole, comportamenti e atteggiamenti che hanno come scopo far sentire umiliato o pieno di vergogna qualcuno per il proprio aspetto fisico.

La maggior parte delle volte che in una discussione non sappiamo più come argomentare finiamo per offendere l’aspetto della persona con cui interagiamo. 

Il body shaming che in alcuni casi si può trasformare in veri atti di bullismo ha radici ben più lontane, l’offesa viene rivolta infatti solo a persone che non rispecchiano i canoni estetici (che siano occidentali o non – dipende dalla collocazione geografica).

Perché si ritiene importante discutere di questo?

Parlare di Body Shaming  serve a mettere i riflettori sulle conseguenze che tali atti hanno provocato. 

Non solo la Lotta contro il Body Shaming serve per ridare libertà a tutti coloro che si sentono oppressi perché non conformi a regole estetiche ben precise che la società in precedenza ha prestabilito sulla base di convinzioni culturali che ci portiamo dietro da secoli.

Un esempio è il ruolo della donna e tutto quello che orbita attorno al suo aspetto e al significato di decenza:

Il semplice atto di andare il spiaggia in bikini per una persona considerata normopeso è normale mentre per una donna grassa è spesso considerato indecente. 

Le persone grasse infatti sono spesso oggetto di battute:

  • guarda quella balena come si è vestita!!!
  • al mare dovrebbero mettere un pass per chi può entrare in spiaggie e chi no, quelle con la cellulite rimarrebbero fuori.
  • io quando vado al mare voglio vedere il bello, uno con la panza non si può guardare.

Queste sembrerebbero semplici opinioni personali ma rese pubbliche e generalizzate inevitabilmente influenzano l’opinione pubblica e spingo le persone a commettere atti di body shaming e nel caso specifico degli esempi sopra riportati, atti grassofobici.

Attualmente esistono dei movimenti di stampo femminista che si occupano di scardinare gli atteggiamenti di shaming riferiti al corpo. Uno di questo è il movimento definito: Body Positivity.

Le origini del movimento body positive

Nel 1960 durante le lotte femministe, queer e per i diritti delle persone afroamericane nasceva anche quello della fat acceptance ovvero: l’accettazione delle persone grasse nella società affinché queste non venissero più discriminate e offese per il loro aspetto. Fu la prima vera grande lotta nei confronti del body shaming. 

Ad oggi il movimento body positive (che proviene da quello della fat acceptance del 1960) ha allargato gli orizzonti anche a: 

  • persone con disabilità, 
  • persone trans, 
  • persone con patologie del derma (attraverso la skin positivity)

Tutta questa lotta viene fatta affinché la vergogna diminuisca soprattutto in quelle situazioni dove la vergogna e l’umiliazione limita la vita e la dignità di tutte le categorie sopra citate.