SIGARETTE ELETTRONICHE E MINORENNI: IL MERCATO NASCOSTO TRA COETANEI, SANZIONI E RESPONSABILITÀ IN ITALIA

Le sigarette elettroniche, sempre più diffuse tra i giovani, sono al centro di una stretta normativa che mira a proteggere i minori e regolamentare la vendita di prodotti con nicotina. Dal 2025 entra in vigore un nuovo quadro giuridico con regole più severe.

 

Nuove regole per la vendita delle sigarette elettroniche: cosa cambia dal 2025

Dal 1° gennaio 2025 sono entrate in vigore importanti novità sulla vendita delle sigarette elettroniche e dei relativi prodotti, introdotte dal Decreto Legislativo 26 settembre 2024, n. 141. La vendita online di liquidi da inalazione con nicotina, pod e dispositivi usa-e-getta contenenti nicotina sarà completamente vietata su tutto il territorio nazionale. Questi prodotti potranno essere acquistati solo nei negozi fisici autorizzati, come tabaccherie e shop specializzati, dotati di apposita licenza ADM (Agenzia Dogane e Monopoli). Per chi tratta invece prodotti privi di nicotina, come liquidi neutri, aromi e basi, la vendita online sarà ancora possibile, ma solo se il venditore dispone di un deposito fiscale autorizzato. In mancanza di tale autorizzazione, la vendita è considerata illegale e soggetta a sanzioni.
Inoltre, il decreto ha rivisto le soglie per l’applicazione delle sanzioni. Chi vende illegalmente oltre 3 litri di liquidi con nicotina o 15 litri di prodotti senza nicotina rischia sanzioni penali con reclusione fino a 3 anni e multe fino a 50.000 euro. Per quantitativi inferiori sono previste sanzioni amministrative, con multe comprese tra 5.000 e 10.000 euro.
I rivenditori fisici devono essere in possesso del “patentino” ADM e rispettare obblighi precisi: vietata la vendita ai minori, obbligatorio il controllo dell’età tramite documento, obbligatorio l’acquisto da fornitori autorizzati e la conservazione dei documenti per almeno dieci anni. È vietata qualsiasi forma di pubblicità che possa attrarre i minori, con sanzioni molto severe in caso di violazione.

In sintesi:
• Vendita fisica con nicotina: consentita solo nei negozi autorizzati.
• Vendita online con nicotina: vietata.
• Vendita online senza nicotina: possibile solo con deposito fiscale.
• Sanzioni: da 5.000 a 10.000 euro (amministrative) sotto le soglie indicate; fino a 3 anni di carcere e 50.000 euro di multa (penali) sopra tali soglie.
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Allarme tra i minori: il consumo nascosto di sigarette elettroniche

Nonostante le restrizioni previste per la vendita di sigarette elettroniche, sta emergendo un fenomeno preoccupante: lo scambio e la vendita di dispositivi e liquidi contenenti nicotina tra minorenni. Queste attività avvengono soprattutto in ambienti scolastici o tra gruppi di coetanei, spesso in modo nascosto, rendendo i controlli particolarmente difficili. Luoghi come bagni, parchi o zone poco sorvegliate diventano i principali punti di scambio.
Molti ragazzi riescono a procurarsi questi prodotti attraverso amici maggiorenni oppure li acquistano per poi rivenderli ad altri coetanei. Tra i dispositivi più diffusi ci sono le cosiddette “puff”, sigarette elettroniche usa e getta, molto popolari tra i giovani per via dei colori vivaci, dei gusti dolci e della facilità con cui possono essere nascoste. Proprio per queste caratteristiche, le puff rappresentano spesso il primo contatto con la nicotina per molti adolescenti.

 

Minorenni e sigarette elettroniche: cosa rischiano in caso di vendita o cessione

In Italia, i minorenni che vendono o cedono sigarette elettroniche con nicotina ad altri minorenni non possono essere sanzionati direttamente. La legge (L. 689/1981) infatti stabilisce che le sanzioni amministrative pecuniarie non si applicano a chi ha meno di 18 anni.
Tuttavia, questo non significa che tali comportamenti restino senza conseguenze:
I genitori o tutori dei minorenni coinvolti possono essere ritenuti responsabili per mancata vigilanza (culpa in vigilando) e, di conseguenza, sanzionati se non hanno impedito la condotta del minore.
Se la condotta del minorenne è particolarmente grave o ripetuta – ad esempio, vendita sistematica o con finalità di guadagno – può essere avviato un procedimento civile presso il Tribunale per i Minorenni. In questo contesto, il giudice può disporre misure educative come l’affidamento ai servizi sociali, prescrizioni comportamentali (es. obbligo di frequentare la scuola, divieto di frequentare determinati ambienti), sostegno alla genitorialità o, nei casi più gravi, il collocamento in comunità educativa. L’obiettivo di queste misure non è punire, ma correggere i comportamenti e offrire al minore un percorso di recupero.
È importante sottolineare che la cessione di liquidi con nicotina non è considerata un reato e non è assimilata allo spaccio di sostanze stupefacenti, salvo che non emergano altri reati connessi (es. commercio illecito organizzato o truffa).

In sintesi, la legge interviene più sul piano educativo che punitivo, sanzionando gli adulti per mancata sorveglianza e lasciando ai giudici minorili il compito di intervenire nei casi più complessi con strumenti di tutela e rieducazione del minore.

Il ruolo di scuole e famiglie nella prevenzione

Le scuole hanno un compito fondamentale nella prevenzione: vietano l’uso di sigarette elettroniche negli spazi scolastici, applicano sanzioni disciplinari agli studenti sorpresi a fumare o svapare e collaborano con le autorità in caso di episodi di vendita o scambio tra studenti.
I genitori, oltre all’obbligo di vigilanza e prevenzione, giocano un ruolo educativo cruciale, dialogando con i figli sui rischi del vaping e segnalando alle scuole o alle autorità eventuali comportamenti sospetti.

Verso una tutela reale dei minori

La normativa italiana sul divieto di vendita di sigarette elettroniche con nicotina ai minorenni è rigorosa e prevede controlli severi per limitare l’accesso di giovani ai prodotti da svapo. La vendita online di tali prodotti è vietata dal 2025, mentre l’unica via lecita resta quella fisica e autorizzata.
Il fenomeno delle vendite tra minorenni rappresenta una sfida significativa, perché non è direttamente sanzionato a livello amministrativo per i ragazzi, ma richiede la collaborazione di famiglie, scuole e istituzioni per essere efficacemente contrastato. La responsabilità ricade sui genitori per la vigilanza e sui commercianti adulti per il rispetto delle norme.
È dunque indispensabile rafforzare la prevenzione, l’informazione e la cooperazione tra tutti gli attori coinvolti per proteggere la salute dei più giovani e impedire che il vaping diventi una realtà precoce e diffusa tra le nuove generazioni.

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