ritorno della purple drank

Il ritorno della purple dark

Il ritorno di alcune vecchie droghe del passato e le nuove strategie di riduzione del danno

Il ritorno della Purple drank, sballarsi con una bevanda analcolica è possibile?

Si, se ad essa si aggiunge un po’ di sciroppo sedativo per la tosse a base di codeina.

La bevanda in questione prende il nome di “Purple drank” e la musica “Trap”, in un certo senso, ne rappresenta l’emblema.

Diluendo questo sciroppo all’interno di bevande gassate o zuccherate si ottiene una miscela da sballo di color violaceo (per l’appunto “purple”).

Effetti sedativi e psicoattivi

Questo mix produce effetti sedativi e psicoattivi: agitazione aggressiva, alterazione della coscienza, deliri e allucinazioni, sia calmanti che euforici, allo stesso modo di altri oppioidi.

Pertanto è una droga a tutti gli effetti.

Legale e a basso costo.

In Italia per comprare  questo farmaco occorre la ricetta medica.  Ma, com’è facile immaginare, non è difficile ottenerne una per la tosse. Il costo è di circa 6 euro.

E se proprio la ricetta non si trova,  questo farmaco si può comprare molto facilmente online in uno dei tantissimi siti specializzati nella vendita di sostanze e prodotti al limite della legalità (quando addirittura del tutto illegali).

In Canton Ticino dove la vendita è libera, si può acquistare il Makatussin al costo di 6.85 franchi svizzeri (circa 6.25 Euro), e ciò, come è facile immaginare, ha dato origine ad una sorta di “turismo” frontaliero di giovani italiani  finalizzato all’acquisto dello sciroppo della tosse al di là del confine.

Fortunatamente questo via vai non è passato inosservato alle autorità sanitarie elvetiche, le quali hanno messo in guardia i farmacisti locali con circolari nelle quali  “si sconsiglia la dispensazione del Makatussin a clienti, per lo più giovani, causa utilizzo a fini non terapeutici”.

Oggi il consumo di questo micidiale miscuglio è in continuo aumento negli Stati Uniti ed in Europa.

Questa “moda”  girava già nei video di artisti americani diversi anni addietro, ed ha preso il via dalla comunità hip hop americana degli anni novanta.

Come ogni moda, in Italia arriva sempre tutto con un certo ritardo, sia che si tratti di cose buone o di cose meno buone.

Ma oggi il fenomeno, dopo un periodo di relativa stasi, sta tornando ad assumere dimensioni preoccupanti anche qui da noi.

Il perché del ritorno della Purple drank

Il mix di bevande gassate (solitamente una “Sprite”, ma in molti preferiscono usare alcoolici o birra) e sciroppo contenente codeina è tornato di gran moda fra i giovani poiché ci si può sballare senza dover ricorrere alla scomoda trattativa di acquisto con lo “spacciatore”, ma anche perché, come detto, questa sostanza è facilmente reperibile un po’ ovunque ad un costo davvero contenuto.

C’è chi la chiama, purple jelly, dirty sprite, texas tea, lean, syrup.

Piace anche per via del suo colore, ma anche perché chi la assume ritiene erroneamente che trattandosi di un farmaco usato per curarsi non dovrebbe nuocere alla salute.

Il problema, purtroppo, è che i giovani non sono a conoscenza degli effetti a lungo termine per chi fa un uso così improprio della codeina e soprattutto non sanno che con la codeina si può entrare in uno stato di coma profondo e che di codeina si può anche morire.

Ma prima di proseguire vediamo cos’è la codeina.

La codeina, come moltissimi oppioidi derivati della morfina, utilizzata nella terapia del dolore, forte del suo grande effetto analgesico nonché di un constatato effetto euforizzante che migliora lo stato emotivo del paziente in cura.

La prometazina, invece, anch’essa presente negli sciroppi sedativi della tosse, viene utilizzata principalmente come antistaminico in casi di reazioni allergiche di diversa origine in diversi distretti dell’organismo umano.

È un farmaco piuttosto datato, facente parte di quegli antistaminici con proprietà sedative e deprimenti del sistema nervoso centrale.

Oggi si preferiscono antistaminici di nuovo sviluppo che non hanno queste proprietà sedative.

Gli effetti della codeina ed i rischi connessi alla sua assunzione

I rischi (nel breve e nel lungo periodo) ai quali si va incontro assumendo codeina senza reale bisogno clinico sono reali e purtroppo molto seri.

A parità di dosaggio, non vi è una vera differenza per quanto riguarda gli effetti benefici e collaterali tra l’utilizzo di codeina per uno scopo clinico o per abuso deliberato.

L’individuo che ne fa uso percepisce un forte senso di sedazione a cui si accompagna un effetto euforizzante che risulta essere decisivo per lo sviluppo di dipendenza.

Gli effetti negativi a breve termine comprendono un altissimo rischio di sviluppare assuefazione e dipendenza, il che porta l’individuo a consumare sempre più farmaco in un intervallo di tempo via via più ristretto.

Nel periodo di astinenza, l’individuo sviluppa forte irritabilità accompagnata da turbe del sonno e desiderio smodato di assumere ulteriore farmaco.

Analizzandone l’utilizzo per un periodo prolungato, si è notato come la codeina aumenti il rischio di mortalità generale dell’individuo già dopo i trenta giorni di abuso, mentre è palese in particolar modo l’aumento del rischio di eventi cardiovascolari molto gravi e tendenzialmente fatali con l’utilizzo assiduo di codeina per più di sei mesi.

Posso smettere quando voglio?

Dopo il ritorno della Purple drank, abbiamo un'altra nota dolente per chi ne facesse us0.

Come si può interrompere l’assunzione di codeina limitando i potenziali rischi per la salute?

Per molti farmaci, codeina ed oppioidi in generale inclusi, è controproducente sospenderne totalmente ed improvvisamente l’assunzione.

L’organismo dell’individuo si è abituato a convivere con una certa concentrazione di farmaco al suo interno, cosicché una sospensione di questo tipo provocherà una serie di fenomeni di rimbalzo, praticamente identici a quelli riscontrati nelle crisi di astinenza.

E’ sempre consigliato interrompere l’assunzione in maniera graduale e controllata, in modo da “abituare” l’organismo dell’individuo a quantità minori di farmaco ed evitare il malessere psico-fisico di cui sopra.

Ritorno della purple drank, chi la assume e dove si assume

Gli assuntori sono soprattutto giovani e giovanissimi che, data la natura “ricreazionale” di questa droga,  la bevono in discoteche, bar, pub e luoghi di aggregazione.

Il sottofondo di questo pericoloso sballo è la musica “Trap”, un genere musicale  in voga tra gli adolescenti.

Molti genitori si stanno accorgendo del comportamento anomalo dei figli e nei Sert sono giunte numerose segnalazioni da parte di genitori di figli, tra i 16 e i 24 anni, che consumano queste “bevande” non solo insieme alla birra o agli alcoolici, ma anche insieme ad altre sostanze stupefacenti (poliassunzione).

Quali sono i rischi maggiori di questa bevanda viola?

"L'interazione con benzodiazepine e/o alcol è molto pericolosa perché può portare ad una depressione respiratoria molto forte: si può andare in arresto respiratorio ed arrivare anche al coma.

Gli effetti sono una profonda sedazione e sonnolenza, oltre alla perdita dei riflessi.

I giovani, dopo l’assunzione, si mettono alla guida con questi effetti: sedazione, perdita dei riflessi e alterazione del campo visivo.

Sono pertanto esposti ad un altissimo rischio di incidenti. La codeina, ad alte dose essendo un oppiaceo, può determinare una dipendenza di tipo fisico e di tipo psichico.

La dipendenza naturalmente porta ad una sintomatologia astinenziale: come se una persona utilizzasse eroina.

Altri sintomi sono: mal di testa, cefalea, depressione respiratoria,  tachicardia, stitichezza, vomito e ipotensione".

Ritorno della purple drank, perché i ragazzi assumono la codeina?

"Fondamentalmente il significato, per chi l'assume, è legato all'azione bimodale di rilassamento e sedazione: l'intenzione del consumatore non è solo edonistica ma riguarda la possibilità di modulare i propri stati d'animo, quello che purtroppo sempre più spesso ricercano i giovani di oggi.

Hanno assoluta paura delle emozioni che non possono controllare, ma con la codeina raggiungono una situazione di rilassatezza estrema.

Possibili strategie per la riduzione del danno.

Come già detto, il consumo della “Purple drank” in Italia sta tornando ad assumere dimensioni preoccupanti al punto da finire sotto i riflettori dell’Osservatorio epidemiologico e delle dipendenze dell’Ausl di Bologna.

Gli esperti dell’Azienda sanitaria, lo scorso mese di febbraio, hanno avviato una ricerca in collaborazione con il Serd di Forlì e Rimini.

Si tratta del primo studio di questo tipo in Italia e, come affermano i promotori di questa iniziativa, “è compito di chi fa ricerca vedere la realtà nella sua evoluzione e non aspettare che accadano gli eventi”.

Gli esperti dell’Azienda sanitaria hanno quindi messo a punto un questionario anonimo, che punta ad avere un identikit di chi utilizza la ‘Purple drank’ (età, titolo di studio, cittadinanza) e a descrivere la fenomenologia del consumo di questo sciroppo ‘rinforzato’, cercando di fare luce in particolare su: eventuale acquisto e ambito di consumo (a casa, a scuola, al parco, in ambienti musicali, con amici o da soli); sostanze utilizzate nella preparazione del prodotto; contestuale consumo di altre sostanze (droga o alcol); motivi di utilizzo; effetti desiderati e sperimentati con la ‘Purple drank’. Lo studio, che sarà diffuso sui principali social media, servirà per “individuare possibili strategie di riduzione del danno“.

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